domenica 18 dicembre 2016

Costruire il lavoro precario

L’attacco all’articolo 1 della Costituzione sta completando la disarticolazione della società civile.
Viene smantellata non solo la mancanza di sicurezza del lavoro, ma la distruzione di quello stato sociale che il lavoro garantiva.

In sostanza ci troveremo a vivere in uno stato in cui il lavoro non è solo precarizzato, ma è considerato un ostacolo allo sviluppo economico.

In questa situazione le Banche non potranno più guadagnare prestando denaro e lo Stato contrarrà progressivamente l’introito delle tasse.

Cosa succede dal primo gennaio 2017:

Scatta il 1° gennaio una nuova disposizione della legge Fornero: sparisce la mobilità per i lavoratori colpiti da licenziamento collettivo.
Per la precisione, quella che viene eliminata è l’indennità che finora spettava ai lavoratori licenziati da aziende industriali con più di 15 dipendenti o da imprese commerciali con più di 50. Ma questa cancellazione non si lascia dietro il vuoto. Un quarto di secolo dopo l’istituzione del sussidio, che in alcuni casi (mobilità lunga verso la pensione) poteva durare fino a sette anni (per lavoratori anziani licenziati al Sud), l’unico assegno di disoccupazione resta la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego), uguale per tutti. Solo chi è stato messo in mobilità quest’anno continuerà a percepire il vecchio assegno. Non è questa l’unica novità del 2017 sul fronte del lavoro. Dal prossimo anno verranno meno anche gli incentivi alle assunzioni per coloro che, licenziati quest’anno, continueranno a percepire l’indennità di mobilità anche nel 2017. Gli sgravi riguardavano le assunzioni di lavoratori iscritti nelle liste di mobilità indennizzata. La contribuzione previdenziale a carico dell’azienda era pari a quella degli apprendisti, per la durata di 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato e 12 mesi in caso di tempo determinato. 

Tratto da lastampa.it/2016/12/18/

Favorire i licenziamenti e favorire l’insicurezza del lavoro è stato il progetto perseguito da sempre da Giorgio Napolitano sia con l’appoggio di Silvio Berlusconi che con quello di Matteo Renzi. Una volta ottenuta la precarizzazione del lavoro si può gestire la disperazione sociale avendo trasformato i lavoratori in accattoni.

Così il progetto Bergoglio dell’uso dei poveri per controllare la società civile italiana viene portato a termine.

Se l’Italia è riuscita a difendere la Costituzione della Repubblica dall’assalto distruttivo di Matteo Renzi, si trova a vivere attacco dopo attacco da parte di Istituzioni criminali il cui scopo è impedire la stabilizzazione della società civile.

Impedire alla società civile di raggiungere un punto di stabilità significa impedire alla società civile di iniziare a recuperare sul piano dell’economia e dei diritti sociali. Più le persone sono costrette a vivere nella sofferenza sociale e maggiore è la possibilità del criminale Matteo Renzi di aggredire la Costituzione della Repubblica imponendo modifiche per nazistificare la società civile.


Come Roma ha dimostrato, il movimento cinque stelle è la sponda del substrato sociale che appoggiava Alemanno e non c’è differenza fra Alemanno e Grillo, entrambi hanno un’ideologia nazista il cui scopo è trasformare i cittadini in soggetti di carità, disperati e bisognosi di aiuto.

Claudio Simeoni