domenica 21 dicembre 2014

Confindustria e confcommercio aggrediscono i cittadini.

L’unica difesa dei cittadini dall’aggressione subita da parte di Confindustria e di Confcommercio è quella di ridurre i consumi al di là della disponibilità economica.

A volte c’è la possibilità di comperare. I cittadini si chiedono: ne vale la pena? Mi serve proprio?

La diffusione dell’insicurezza costruita mediante l’aggressione alla stabilità economica messa in atto da Confindustria e da Confcommercio necessita di risposte adeguate: i cittadini sono il bestiame da spremere?  Che serve fare i regali se una percentuale di popolazione, anche se non noi, è costretta alla sopravvivenza?

I dati raccolti da Nielsen dicono che nella seconda settimana di dicembre le vendite sono calate del 5,1%. Il crollo delle vendite è avvenuto soprattutto nel Nord-est dove i cittadini sono esasperati a una gestione economica regionale che favorisce imprenditori che appaiono disonesti e aggressivi nei confronti dei cittadini.

Non acquistare, o acquistare il necessario, è l’unica arma rimasta ai cittadini per rispondere alle aggressioni continue. Che cos’è la minaccia del licenziamento, anche di un solo dipendente su 100, se non una aggressione? Che cos’è la “dismissione” o la “delocalizzazione” se non un’aggressione e una minaccia ai principi fondamentali della Democrazia e dello Stato?

Per questo motivo i cittadini si devono difendere dai prossimi agguati. C’è sempre un Matteo Renzi che dice a Letta “Stai sereno!” in modo da “fotterlo” meglio e ci sono sempre Istituzioni, chiesa cattolica e commercianti che dicono ai cittadini “stai sereno” per poterli “fottere” meglio. Quando Padoan parla di “possibile ripresa”, sia pur lenta, nel 2015, sta dicendo ai cittadini “state sereni” che vi “fotto meglio”.

Il “natale” sarà più “povero”, ma non per i cittadini, lo deve essere per i commercianti. Le lenticchie e il cotechino si può cucinare a casa, non è necessario pagarlo a prezzi esorbitanti in un ristorante. Una bottiglia di spumante o di un vino pregiato, se si vuole, la si può consumare a casa a prezzi da enoteca e non ai prezzi di un ristorante. Comprimere i consumi e mettere in atto azioni di difesa dalla Confindustria e dalla Confcommercio non significa non comperare, ma ridurre il modo di spendere e razionalizzare il modello di vita riducendolo alla dimensione dell’uomo che lavora allontanandosi dal modello Berlusconi che, incapace di una qualsiasi azione, è costretto a pagare per ogni cosa: anche per una donna.
22 dicembre 2014