sabato 16 febbraio 2013

Il responsabile dei suicidi per mancanza di lavoro in Italia.


Le persone si suicidano perché lo Stato Italiano ha rotto il patto con i cittadini violando la Costituzione.
Dice l'art. 1 comma 1 della Costituzione:

"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro".

Lo Stato, in quanto Stato si è assunto il compito di:

"E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del paese."

Costituzione della Repubblica art. 3 comma secondo.

Avendo lo Stato Italiano violato questo articolo, spinge le persone al suicidio.
Riporto il fatto di cronaca: 

Sessantenne perde il lavoro e si impicca
Il cadavere trovato da cacciatori a Castiglione Chiavarese
16 febbraio 2013

(ANSA) - CASTIGLIONE CHIAVARESE (GENOVA), 16 FEB - Aveva perso il posto di lavoro e non sopportava piu' la disoccupazione: cosi' un uomo di 60 anni ha deciso di impiccarsi. I carabinieri di Sestri Levante e i conoscenti non hanno dubbi sulle cause della morte: e' un'altra vittima del lavoro che non c'e'. L'uomo e' stato trovato, nel pomeriggio, impiccato ad un albero nel bosco di monte Pu, dove era arrivato con la sua moto. Il corpo e' a disposizione della magistratura.(ANSA).

Tratto da:

La Costituzione della Repubblica all'articolo 87 comma 1 afferma:

"Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale"

Dunque, il Presidente della Repubblica è moralmente responsabile dei suicidi che avvengono perché lo Stato non ha adempiuto ai suoi obblighi nei confronti dei cittadini nei modi che i cittadini intendono gli obblighi dello Stato.


Le banche che provocano angoscia sociale


Le banche del Nord-est rapinano i pensionati.
Naturalmente non possiamo parlare di tutte le banche dal punto di vista giuridico.
Tutte le banche danno garanzie labili e ai correntisti non forniscono strumenti che diano loro sicurezza di non essere derubati dalla banca.
Che ne è delle induzioni delle banche affinché i loro clienti acquistino i derivati?
Vengono inquisite automaticamente, anziché aspettare per vedere se la truffa è andata a buon fine e il cliente non si lamenta?
L'angoscia sociale non nasce dal fatto che la singola banca abbia rubato dai conti correnti, ma dalla possibilità che ogni banca rubi dai conti correnti senza per questo che sia perseguita se non con grande sofferenza del correntista.
La legge punisce i bancari che rubano dai conti correnti.
A me, correntista, non interessa che la legge punisca dopo un processo durato 10 anni il bancario disonesto. A me interessa che la banca non faccia giochi sporchi con i soldi e che me li sottragga dal conto con investimenti azzardati o con inganni per i quali mi costringa a fare investimenti azzardati.
Io come cliente sono terrorizzato di dover intraprendere un'azione giudiziaria che duri 10 anni, foraggiare l'organizzazione dell'Ordine degli Avvocati solo perché in quel giorno ho avuto fiducia in quella banca.
Riporto la notizia di cronaca dall’ANSA:

Direttrice banca svuota conto anziani
In due anni prelevati 78 mila euro, 'buco' di oltre 50 mila
16 febbraio, 2013

Si fidavano ciecamente della direttrice di banca, con la quale da anni avevano instaurato un rapporto di fiducia tale da lasciarle gestire il proprio conto corrente, ma una coppia di anziani di Pordenone se l'é visto "svuotare" di oltre 50 mila euro.

La donna è stata denunciata dalla Guardia di Finanza di Pordenone, che ha accertato numerosi prelievi, all'insaputa dei due coniugi, nell'arco di un biennio e a più riprese per oltre 78.000 euro. Nel solo 2011 i due anziani, per un caso fortuito, hanno ricevuto l'estratto conto accorgendosi così dell'esistenza dei prelievi dei contanti e di un ammanco di 51.300 euro.

Tratto da:


E' doverosa l'attività di contrasto al crimine, ma è altrettanto doverosa l'attività di contrasto all'angoscia sociale che, una volta omessa, favorisce l'attività criminale delle banche.
Portare le persone a fare investimenti, è la tecnica usata oggi per costringere le persone al fallimento e alla disperazione sociale.
Ci si indebita e poi le banche sequestrano tutte le proprietà sottovalutandole.
Le banche stesse costringono i clienti a rivolgersi alle finanziarie in modo da poter applicare tassi da usura e poi, le banche stesse, attraverso la negazione del prestito, spesso indirizzano i clienti verso gli usurai.
Non si tratta di scoprire chi commette il reato fatto, ma di impedire che un reato venga fatto.
Ed è in questa non-attività che si individua il venir meno dello Stato e delle sue responsabilità giuridiche e morali nei confronti dei cittadini.